Quando nani e ballerine non bastano più

Contraddistinta da un certo atteggiamento un po’ snob del quale neanche mi lamento, ho sempre evitato quasi come la peste programmi di stampo nazional popolare o meramente trash.
Da un po’ di tempo però, in periodo di studio matto e disperato acquista maggiore valore stare sul divano magari di sabato pomeriggio o dopo cena a decerebrarsi un po’. Valore mascherato da una volontà di analisi di quel medium che più di tutti è ancora fonte primaria di informazione e conoscenza in questa Italietta, chè pur sempre studiosa di comunicazione sono.
Ma anche a volersi decerebrare con tutta la buona volontà, la tolleranza dura 12 minuti(due per ogni canale) e il quadro che ne viene fuori è sempre lo stesso. Programmi che sono lo specchio della mediocrità di un’Italia facilona, di scherzi da prete, di corna nelle foto di gruppo, di battutine che non fanno ridere, di giullari del re, di troie e di drammoni.
E nell’ordine sono tre le cose che mi colpiscono, che poi guarda caso tutte provenienti dallo stesso gruppo televisivo.
Le troie che sanno di esserlo, e fiero di esserlo, non hanno neanche più quella decenza di non farlo sapere che se sono arrivate dove sono è perchè è solo così che possono altrimenti sarebbero solo ragazze di provincia volgari ma anonime come tante.
Il fenomeno da baraccone, perchè quando nani e ballerine non bastano più, metti un cieco “ma puoi chiamarmi orbo, non vedente come vuoi insomma”, brillante che fa battute brillanti, ad alzare gli ascolti evidentemente bassini, di una trasmissione con concorrenti urlanti più degli altri anni e se possibile anche più insipidi, con occhiali da nerd e protesi che sono più che altro uno scherzo, consapevole e quindi peggiore, della natura.
E l’ironia finta e poco credibile ormai, di quei programmi che ci hanno dato in passato momenti di genialità con piacevoli graffi nel marasma nazional popolare. Ora invece, in un sistema imperfetto dove il capo del governo è capo anche delle televisioni, restano solo i giullari del re che lascia loro diritto di parola per dimostrare quanto è democratico.
E a noi restano le risate amare, e aspettare che la figa di turno mossa a compassione regali al cieco un bacio e la possibilità di sfiorare la sua liscia pelle e rivedere il tutto magari, ridendoci su, dopo mezzanotte con tre voci fuori campo che commentano.


(conlenostrediscussioniseriesiarricchisconosololecompagnietelefoniche)

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7 pensieri su “Quando nani e ballerine non bastano più

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