Analisi del giorno dopo

Se vogliamo credere che il festival di Sanremo sia davvero una gara e quindi con delle regole e con la possibilità da parte degli italiani di poter televotare il proprio cantante preferito allora dobbiamo rassegnarci(e siamo abbastanza abituati a farlo) che agli italiani piacciono Marco Carta, Povia e Sal da Vinci. E prendendo a prestito la geniale intuizione/equazione fatta da un amico: la televisione, il vaticano, la malavita.
Se poi vogliamo credere che il festival in realtà sia tutto una farsa e che il podio sia stato pilotato, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: si è voluto, diciamo così, salvaguardare l’ordine costituito che attualmente non è rappresentato come si potrebbe credere da personaggi come Albano o la Zanicchi, ma proprio dai tre finalisti. E anche qui l’equazione di prima ci sta bene.
Ma al di là di queste analisi della domenica, Povia per quanto mi riguarda ha vinto su tutti, non creando il caso o la discussione ma perché la bruttissima canzone(oltre al pessimo testo) che ha presentato, è orecchiabile da matti e stamattina ho sorpreso il mio cervello a canticchiarla.

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2 pensieri su “Analisi del giorno dopo

  1. Brava direttrice, molto bello questo pezzo. Quello di Povia invece e’ indecente e canticchiarlo si puo’ rubricare come guilty pleasure alla stregua delle patatine del Burger King con la maionese.

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