Luce della mia vita, fuoco dei miei lombi.

Letterature comparate, Lolita, Vladimir Nabokov.
Posso capire che, di questi tempi, la storia di un uomo maturo innamorato di una dodicenne, totalmente ossessionato dalle cosiddette ninfette, possa destare un po’ di scalpore. O banale morbosità. Capisco perfettamente le risatine iniziali dei miei colleghi maschi, troppo pigri e poco interessati all’analisi dell’opera, che alle prime battute celano, dietro la facile ilarità, il desiderio di saperne di più, di sentire magari qualche particolare piccante(in senso stretto, totalmente assenti).
Capisco perfettamente anche il disappunto che sempre alle prime battute si disegna sui volti delle mie colleghe, frangia ben scalata, unghie di candido french, o di quelle comunione&liberazione che “beh sì, scritto benino, anche se, detto fra noi fin troppo verboso, ma comunque è pur sempre troppo sconcio”(laddove “scritto benino” te lo dicono solo perchè hanno sentito in giro, senza ovviamente crederci molto, che pare sia un capolavoro). Capisco tutto. Ma alla seconda lezione dedicata alla lettura in aula, inizio a mal tollerare il brusio ironico dei maschietti(il male minore) e il mormorio quasi offeso delle femminucce(decisamente il male).
H.H. è un personaggio che soffre sicuramente di un disturbo grave, del quale in alcuni punti del romanzo pure si preoccupa ma è un uomo ossessionato e innamorato. Vladimir Nabokov è invece un autore di un talento enorme, di un bagaglio culturale spropositato, di una conoscenza grandissima dei classici della letteratura, che dissemina con riferimenti in tutte le pagine. Non si può non restare affascinati dagli anagrammi, dai giochi di parole, dalle trovate stilistiche, dall’umorismo che pervadono Lolita dalla prefazione alla fine.
Eppure il brusio e il mormorio non si placano. Anzi sono direttamente proporzionali all’aumentare delle pagine lette. Perchè è facile e convenzionale alzare delle barriere di giudizio cieco e affrettato, facile quanto il dimenticarsi, anche se più volte ripetuto, che non c’è nessun insegnamento da trarre o morale. Non stiamo discutendo di questo. C’è un personaggio, un essere umano innamorato/ossessionato e c’è un libro da leggere, ad alta voce per ballare sulla melodia delle sue parole.

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