Lungo i bordi

Il primo pezzo che ho ascoltato dei Massimo Volume è stato La Città Morta. Ricordo distintamente le sensazioni provate in quei quattro minuti: un totale fuoriuscire dal mio corpo e proiettarmi completamente nelle parole di Emidio Clementi.
Raramente mi è capitato di provare una così forte empatia, di compenetrarmi così tanto nel vissuto – con tutto il suo meglio e tutto il suo peggio – di qualcuno che non conosco. Sentirmi parte delle parole che fluiscono e si insinuano nelle vene per scorrere insieme al mio sangue e diventare linfa vitale.
Di parole mi nutro e ieri mi sono sentita sazia. In uno stato di trance durato due ore, dal primo battito della Burattini, alle vene pulsanti del bicipite di Egle Somacal.
In mezzo e tutto intorno le stesse storie mai finite e tu.


(quaggiùnessunoimmaginachisiamo)

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