Pensieri e dubbi pomeridiani

Brevemente su Veronica Lario e Silvio Berlusconi.
-nei paesi civili per molto meno si va a casa, qui tutto sembra normale anche quando si afferma che il Presidente del Consiglio va con le minorenni.
-ragionando semplicemente in termini di rispetto, Silvio Berlusconi affermando che sua moglie Veronica Lario ha creduto alla stampa di sinistra, ha praticamente detto che lei è una stupida che si lascia condizionare dagli altri.
– continuo a pensare, dopo i discorsi che sto facendo/sentendo su questa storia che sì, una parte del paese invidia Silvio Berlusconi perchè incarna quello che questa parte di paese vorrebbe essere un’ altra però, lo considera un piazzista rumoroso, che non conosce il significato delle buone maniere e della discrezione e io sono fiera di stare da questa parte del paese e di non considerarlo mio presidente e non solo in riferimento allo schieramento politico, ma in primissima istanza all’educazione che è ben altra cosa.
Quello che invece mi preme, a cui penso già da un po’, di cui ho discusso già con chi mi conosce e che soprattutto ogni venerdì dalle 8.30 fa peggiorare il mio umore per gran parte della mattinata e della qual cosa ho avuto nuovamente dimostrazione oggi pomeriggio aprendo alla prima pagina il libro di comunicazione politica per iniziare a studiare questo esame è:
Cosa sarebbe successo e nello specifico cosa avremmo studiato se nel 1994 Silvio Berlusconi non avesse vinto le elezioni?
Cito:
Marzo 1994: la minaccia del videopotere cancella in sol colpo antiche differenze e diffidenze tra le forze intellettuali. Popper e Chomsky, Bobbio e Virilio, liberali e radicali-marxisti: li accomuna quella vera e propria “antropologia negativa” del piccolo schermo, nei cui confronti le (pre)visioni orwelliane appaiono ben poca cosa. Per i primi, crollato il muro di Berlino il pericolo non viene più dall’Est, ma dal “sonno della ragione” in cui starebbero precipitando le società democratiche massmediatizzate. Per i secondi: se Berlusconi non è un semplice incidente di percorso, come sperare che sulle ceneri del comunismo non si attecchisca il regime inedito e oscuro del tele fascismo?
La comunicazione politica, Francesco Amoretti, Carocci editore.

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