Antologia della mise da concerto.

Arrivare all’orario giusto ad un festival, ti permette chiaramente di fare un po’ di chiacchiere con amici che non vedi da un po’, costatare che avevi ragione nell’immaginare di incontrare Tizio e Caio, apprezzare un pochino il penultimo gruppo (precedente a quello per cui il giorno dopo ti sveglierai solo con quattro ore di sonno) quel tanto per basta per scaldare l’atmosfera e implorare dopo 15 minuti “ti prego falli smettere” ma soprattutto, stazionare un po’ sul prato e scambiarsi opinioni leggere sul mondo e sulla vita mentre in realtà stai osservando il pubblico, mise e conseguenziali movenze.
Il catalogo femminile del Neapolis di ieri sera comprendeva:
1- dread legati o in alternativa caschetto cortissimo e liscio nero o biondo, pantalone corto e largo con scarpe etnies nere e t-shirt con slogan politico o canotta nera, oppure vestitino corto, leggins, ugualmente etnies ai piedi, collana d’acciaio tubolare. Sedute a terra ovunque, normalmente buttano giù birre da 66cl o del vinaccio in bottiglia di plastica portato da fuori.
2- Freak classica, vestitino corto sandali ultra piatti capelli naturali sciolti sulle spalle o raccolti sulla cima della testa. Spesso decide di restare scalza e ballare sull’erba. Sorride sempre, gesticola molto.
3- Radical chic, vestito corto o ultra lungo, sandali ultra piatti, potrebbe sembrare una copia della freak ma mancano i leggins e soprattutto borse, collane e accessori vari fanno la differenza. Sorride molto ma non per tutta la serata, molte volte è imbronciata o si guarda intorno accendendo svariate sigarette. Gesticola il giusto.
4- Erasmus spagnole scalze, ubriache o che si fingono tali o italiane identiche ad erasmus spagnole scalze, ubriache o che si fingono tali, che ballano solo con le donne facendo movenze ammiccanti e tendenti al saffico, per la gioia degli autoctoni che non perdono tempo a riprenderle con i loro cellulari.
5- Nerd, occhiali montatura spessa, rossetto rosso, frangetta corta con skinny inverosimilmente stretti e ballerine inverosimilmente mignon. Fanno molto gruppo, quasi mai si amalgamano.
E infine due categorie che proprio non ti aspetti:
6 -Trentenni che ne mostrano 40 di anni per come sono tirate, che se nella vita fanno public relation e prendono i contatti giusti per campare, devono farlo anche quando con un vestito bianco e cortissimo e le zeppe diventa un problema qualsiasi movimento, figuriamoci sedersi sul prato.
7- Trentenni con fondoschiena sproporzionato e tette enormi con microvestiti leopardati e tacchi a spillo, accompagnate da fidanzati con pizzetti e tatuaggi imbarazzanti e maglie con i laccetti(ancora?) che si aggirano senza sapere neanche perchè si trovino lì.
Chiaramente chi scrive, appartiene al gruppo numero 3 ma al raduno estivo e al Neapolis di ieri sera in particolare, diventa la femmina più classica di tutte, shorts di jeans(non inguinali) top monocolore, converse se ho cattive intenzioni nel clou della folla, sandali per situazioni più tranquille e belle uguale(ieri).
Per la cronaca, i Subsonica riescono sempre a farmi ballare e stare bene.
Negli occhi ho impresso il vuoto delle complessità di un buco nero che campioni anche l’aldilà, per trasformare l’agonia delle parole in forme d’onda, azioni in tutto ciò che si muove.


(sarebbestatobellosentirla)

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