Appunti di viaggio – Berlino.

3 agosto.
Odio l’attesa. Odio quando devo attendere più del dovuto per salire a bordo, per partire, più sosta imprevista di venti minuti per ulteriore rifornimento a Spalato(to do: giretto in Croazia e poi scendere a sud).
Ripartiamo, alle 19.00 saremo a Berlino.
Che cosa ricordo di quel viaggio lontano?
Come sono ora?
Sento il sole “vicino” alla mia sinistra, nuvole e solo loro sotto di me e intorno a me.
Insight, Joy Division, mi rannicchio nel mio sedile. Il viaggio è iniziato.

In treno dall’aeroporto ad Alexanderplatz mi sono commossa, arriviamo fin dentro il cuore della città. Ricordo tutto ed è emozionante.
Prenzlauer Berg, casa nostra a Berlino. In un attimo mi sento a casa e non solo perchè ci sono già stata ma perchè questa città ti assorbe a sè, inghiottendoti e allo stesso tempo ti accoglie come fra cosce calde.
Le strade mi appartengono ed io appartengo a loro, mangiare e bere in posti nuovi è naturale e spontaneo. Passeggiando si aprono alla vista scorci incantevoli, altri livelli del quartiere che non ti aspetti. Lampioni che donano ai palazzi una luce gialla e calda. Tra di essi svetta la grande antenna e la luna bianca pare essere alla stessa altezza della palla. Da bimba mi dava sicurezza vederla, ora mi fa sorridere.
Un martini prima di tornare a casa tra vintage e design essenziale e chiacchiere tranquille.
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4 agosto.
Svegliarsi in un letto totalmente bianco di legno chiaro come la finestra alle nostre spalle che da sul giardino è un sogno che si avvera, corpi caldi che infondono energia l’un l’altro.
Berlin Alexanderplatz, poco a che vedere con Fassbinder ma io ci sono dentro.
Colazione, adrenalina che si trasforma in energia, occhi spalancati. Lunghe passeggiate dove è la strada a cullarci. Walter Gropius e il Bauhaus, che quanto la sapevano lunga. Restare un tempo non meglio definito nel bookshop. Il confine tra est e ovest solo sfiorato per elevata allergia ai turisti, ai finti passaporti stampati, quando la gente ci moriva perchè era spesso impossibile averne di veri. Andiamo avanti, è nella vera città che voglio perdermi.
Postdamer Platz era una distesa di gru che ballavano a tempo di musica, ora grandi palazzi di vetro e prati dove mangiare sotto il sole.
I raggi caldi sulla Spree alle spalle del Bode e la caccia ben riuscita a pezzi vintage da portare a casa insieme ai mille flyer che ho già raccolto in un giorno. Qualcuno si rivolge a noi parlando in tedesco: l’operazione confondersi tra gli indigeni è ben riuscita.
Andare allo Staalplaat di Neukolln per preparare l’installazione di Q, ci permette di vedere una zona di Berlino che vive tra vecchi palazzi marroni con particolari bianchi, palazzi più nuovi ma estremamente gradevoli, lunghi viali alberati, un cimitero immerso nel verde. Il quartiere sta vivendo negli ultimi anni un periodo di fortissimo sviluppo pur rappresentando comunque una zona cuscinetto tra il centro e la periferia. Quello che mi colpisce è l’aria pulita e la sensazione poi confermate che si vive bene. E l’amarezza è forte nel pensare invece a certe zone delle nostre città, mai gradevoli, che mai accolgono davvero.

Prenzlauer Berg è il posto dove voglio vivere. La Winerie è il posto dove la sera voglio andare a bere. 2 euro per l’affitto del bicchiere e poi vino buono per tutta la sera. Nel mentre gente che chiacchiera, tedeschi e turisti non rumorosi. Un’atmosfera splendida ed elettrizzante, perchè la movida non è solo un nostro appannaggio.
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5 agosto
Kreuzberg, Est Side Gallery. Sento odore di casa in lontananza, Q mi trasmette il suo. Mischiati si trasformano in energia. Mi immergo nelle sue passeggiate, nelle strade vicino casa sua. Ci sto bene, ci sarei stata bene.
Nel pomeriggio valigie alla mano ritorniamo a Neukolln per l’istallazione. Questa sera SoundBarrier & Asp/SEC in tournée . In una stanza tedesco, inglese e italiano si mischiano: tutti riusciamo a comunicare, a ridere, ad essere in sintonia. Poi per qualche minuto sembra di essere a Napoli tra amici che vivono qui intorno che ci raggiungono, fidanzate che approfittano della performance per una tre giorni berlinese, gente in vacanza che ha semplicemente saputo dell’evento. Poi di nuovo meltin’ pot, lo spettacolo che va benissimo, occasione per gettare basi per progetti futuri, per ritornare qui.
Casa di Nicolas e Corinne è bella, incasinata ma bella. Approfittiamo della loro ospitalità per poche ore di sonno. Domani mattina presto si parte per Copenhagen.
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