E’ che alla fine sono contenta che mi abbiano affidato la parte del diavolo

Se avessi fatto dei propositi il 31 dicembre per l’anno nuovo, probabilmente questo sarebbe stato quello che più avrei mantenuto con il minimo sforzo.
Non mascherare mai più il disappunto che provo nell’ascoltare cazzate da gran parte delle persone che, per circostanze non dipendenti da me, mi circondano. Né negli atteggiamenti né nelle espressioni del volto. E sia chiaro: non è mai voluto, mai calcato. Mi è naturale come respirare, come stringermi a lui nella notte. La diplomazia non è un’arte che queste persone meritano, indi per cui non mi ci vorrà nulla a farmi dare della snob, sociopatica. E il che non mi dispiace. Anzi, mi sollazza pure. E mi tranquillizza.
Ho a che fare molto spesso, con mia estrema delusione, con una brutta, bruttissima umanità, con chi per fare un esempio facile facile, vota B. perché in lui si riconosce e non ne fa mistero e con chi dice di non votare B. ma poi lo fa nel segreto dell’urna, perché teme il giudizio di persone come me e perché in lui, come il gruppo precedente in fin dei conti, si riconosce.
Questa umanità ha toni di voce elevati a dismisura, si nutre di menzogne e campa felice. Oppure crede di avere la mente aperta e se ne vanta ma poi si scandalizza per chi è di parte, senza pensare per un solo secondo che tutti siamo di parte, inevitabilmente. In tutto quello che facciamo, diciamo, vediamo, leggiamo, amiamo.
“Tu per lei sei il diavolo”.
“Perfetto”.

E ora 6.13 minuti di pace:

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5 pensieri su “E’ che alla fine sono contenta che mi abbiano affidato la parte del diavolo

  1. Ce l’avete tutti con lui povero silviuccio, siete l’italia del male, mentre lui vuole bene a tutti…
    Qualche giorno di fa ho letto una battuta molto “spiritosa”, la lega dopo via craxi vuole via i negri di merda. Il PD: se ne può parlare, basta togliere di merda.
    P.S. comunque potevi mettere simpathy for the devil

  2. Lui non è un esempio, perchè non è un sintomo non una causa, è un archetipo dell’italiano. La verità è che tutti vorremmo essere ricchi e potenti, non importa in che modo, e avere attorno stuoli di mignotte, e anche tutte le femmine cercano un uomo “capobranco”.
    Come ha detto qualcuno: Non ho paura di Berlusconi in sè, ma del Berlusconi. E io aggiungo per voi femminuccie, non bisogna avere paura della Carfagna in sè, ma della Carfagna in me. Perciò anche i berlusconidi sono persone come le altre, e il berlusconismo non va combattuto solo con sdegno moralistico. O no? boh… ma ste cose te le ho già dette, comunque riflettici… chissà

    • Marco, guarda che questa cosa la dico da un bel po’ pure io. Non è Berlusconi in sé il problema: è il sistema che lui, con le sue televisioni soprattutto, ha generato, che porta l’italiano medio al desiderio spasmodico di imitarlo e di sentirsi come lui..

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