White rabbit

In una Napoli gelida ho ripescato un vecchio cappello fatto da mia madre quando ero al ginnasio.
Di nero vestita, solo viola, prugna e fuscia a ricoprire i capelli lunghi sulle spalle e mossi.
Ho fatto da cicerone ai miei che sono venuti a trovarmi: le mie consuetudini alle quali hanno partecipato con divertimento, la spesa al mercato, la pizza in un posto buono, spostarsi con i mezzi e far finta di essere in una città normale.
Mergellina, il mare scuro che ha lo stesso colore del cielo, la stazione liberty della metro ariosa come le strade, che sembra di essere in un’altra città. Vederli contenti e spensierati per un po’, spensierata e contenta anch’io.
In una Napoli gelida, ho rivisto il Corpo delle donne al Piccolo cinema onirico, parte di un capitolo della mia tesi, e ho riprovato lo stesso moto di orrore e indignazione di quando picchiettavo i tasti nello scrivere.
Prima e dopo chiacchiere sempre interessanti che saltellano del frivolo al serio con una naturalezza che ogni volta mi sconvolge.
Dammi un bacio e tutto va bene, mentre fuori il temporale incalza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...