In un oceano di sollecitazioni

Mi ritrovo ancora, dopo quasi quattro anni in fin dei conti, ad emozionarmi per quello che sento a lezione. Riesco ancora a settare i miei recettori in modalità on quando chi mi sta di fronte sa ciò che dice e sa dirlo. Me ne accorgo da quanto la mano destra faccia male per lo scrivere senza sosta cercando di immagazzinare – l’immancabile supporto visivo della parola – ogni informazione. Lo percepisco dal fluire impetuoso, morbido e sicuro delle mie parole non appena posso raccontare quello che ho sentito, imparato, inghiottito. Dallo scambio di opinioni che subito dopo prende forma e non cessa di espandersi a nuovi livelli di senso.
E poi un lunedì mattina che non è così insopportabile come gli altri, imbevuto delle parole delle domenica sera che sanno di progetti che fanno ridere.

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