Settembre era il mese dell’interminabile viaggio in macchina

Avevo più o meno 6 anni. Due fratelli nati a fine anni 60 e inizio 70. Facevamo lunghi viaggi in macchina, i più brevi duravano 3 ore, quelli più lunghi da sud a nord/est dell’Italia anche 10. Di solito viaggiavo guardando il paesaggio a testa in giù, poiché per gran parte del tempo ero stesa sulle gambe di mia madre o di mio fratello L.
Molte volte facevo finta di dormire per ascoltare i loro discorsi con gli occhi serratissimi per non destare sospetti.
Di solito la radio era sintonizzata su Isoradio, la domenica pomeriggio si ascoltava invece “Tutto il calcio minuto per minuto”, con l’inconfondibile sigla e la voce strana di Sandro Ciotti. Io avevo un walkman nero, di mio fratello G. di quelli che avevano la radio incorporata (me lo ricordo ancora ad ascoltare la radiocronaca di una partita di serie B mentre eravamo in fila a Gardaland) in macchina potevo utilizzarlo io e ascoltavo le cassette. Di mie ne avevo poche, forse nessuna addirittura, forse solo qualche audio storia. Ascoltavo le loro: ne avevano tantissime, mi piacevano più o meno tutte e di alcune conoscevo a memoria il susseguirsi delle tracce.
Le ascoltavo sempre. A casa ballando di nascosto – chissà per quale motivo mi bloccavo appena sentivo avvicinarsi qualcuno – oppure con vecchi headphone di pelle nera, seduta a terra gambe incrociate, di fronte ad uno stereo a colonna con piatto per vinili, regalo dei miei per i 18 anni di G. (io ancora non ero nata). Per i lunghi viaggi in macchina, senza alcun motivo, avevo una scelta precisa, una cassetta grigia senza custodia. Riuscivo ad ascoltarla anche 3/4 volte di seguito. Poi il nastro dopo qualche tempo e centinaia di ascolti e violenze con penne bic, si consumò. Avevo le mie cassette, poi arrivarono i cd, poi emule.
Oggi – non ci pensavo da anni – mi sono ricordata del titolo: “Film parade 3”, 1992. Ho cercato e trovato facilmente la tracklist, niente di trascendentale non erano i Pink Floyd, non erano i Nirvana: colonne sonore di film primi anni ’90. Mi si è aperto un mondo di ricordi banali. Ma ho ritrovato la mia preferita.

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