Somewhere

Avranno capito Simona Ventura, Valeria Marini e Laura Chiatti, di essere state dipinte da Sofia Coppola come delle macchiette, delle caricature? Avranno avvertito come grottesco tutto il circo esagerato e scomposto del quale hanno fatto parte per 10 imbarazzanti minuti?
Detto questo, Somewhere scorre piacevolmente lento e in maniera impalpabile virato spesso sui toni dell’azzurro come gli occhi della giovane protagonista, della sua gonna svolazzante mentre pattina sul ghiaccio, come l’acqua della piscina sotto il sole Californiano.
Ancora una volta, come in tutti i film della Coppola, la sensazione di non aver assistito ad una storia nel senso stretto e cinematografico del termine, ma ad un piccolo capolavoro che riesce a distinguersi dalla massa per delicatezza e maestria di luci, toni e gesti.

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