What burns never returns


Al rumore di folle in piedi preferisco il rigore geometrico e bianco di una performance – danza e scultura – all’interno di una vecchia fabbrica nel cuore di una parte disastrosa della città. Due corti, una all’interno dell’altra, un corridoio buio e poi poca luce.
Preferisco il rumore sottile di fili tirati per formare un telaio e quello di bottoni spostati con criterio scientifico eppure così intenso.
L’uomo prima a due e poi a una sola dimensione e lo sforzo di muscoli in tensione che danzano con fluidità mentre resto immobile a guardare e contemporaneamente sento tendere i miei di muscoli.
Inverse power of wavelengths

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