Questioni di cuore mi entusiasma di più

Vorrei dire qualcosa di acuto ed intelligente su tutta questa storia di B., le sgallettate che frequentano casa sua e le menzogne di difesa create ad hoc da avvocati e giornali di famiglia, soprattutto.
Oppure vorrei dire qualcosa di divertente su come immagino il suo staff di megere stile Salò stia facendo i casting per trovare una persona all’ultimo minuto per screditare chi dice che va con le minorenni “Perché se c’è una persona fissa, è impossibile che faccia quello che descrivono le intercettazioni”. Qualcosa tipo: né troppo bona, né troppo normale, non vecchia ma nemmeno da poco legalmente chiamata a votare perché altrimenti diamo troppo nell’occhio e scoprono che è una cosa studiata a tavolino.
Ci sto pensando e ripensando da qualche giorno e proprio non mi viene niente se non che mi sono annoiata anche di aprire Repubblica.it e vedere le foto di queste mie coetanee, nel migliore dei casi.
Mi sono annoiata di dovermi addormentare con Linea notte – sì c’abbiamo questa abitudine – che parla dei festini e dei festini che non ci sono mai stati
Non sopporto più che il premier chiami in diretta – anche se la telefonata non viene trasmessa – per discolparsi evidentemente di ciò che in questo momento, mentre mio fratello è ancora in cassa integrazione, gli sta più a cuore. O di sapere che stasera Alfonso, noncisonopiùifrocidiunavoltaSignorini ha fatto il colpaccio e avrà tra gli ospiti del suo programma Ruby Rubacuori che probabilmente ha accettato l’ingaggio del miglior offerente.
Il privato è pubblico ma onestamente tutta questa storia, quello che sappiamo, quello che non sapremo mai, mi fa venire la nausea e mi fa schifo. Perché camminando per strada, ascoltando qualche commento mi rendo conto che il potenziale di distruzione e cambiamento totale degli scenari politici (in quanto normalmente chi è sospettato di fare anche meno, si dimette) è pari a zero.
Ancora una volta resta il voyeurismo e la morbosa curiosità di chi vuole solo sapere, senza farsi domande sulle eventuali conseguenze pubbliche, se c’è davvero in salotto il palo da lap dance.

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8 pensieri su “Questioni di cuore mi entusiasma di più

  1. Non ho paura del Berlusoni in sè, ma del Berlusconi in me. Della parte di puttaniere da avanspettacolo che c’è in me. Ma quante sono le donne che hanno paura della Carfagna o della Brambilla che c’è in loro? Una volta si diceva che il privato era politico, nel senso che non si poteva riprodurre il dominio dell’uno sull’altro, a cominciare dalle mura domestiche. Ora il “politico” è spazzato via, non resta che il corpo, che nel fascismo antropologico dell’italiano medio non è che il corpo del capo, evviva berlusconi… evviva il presidente puttaniere… evviva l’italia!!!!

    • Più o meno lo stesso numero.
      E’ un’idea di vita, facile, che fa gola quando la vita è oggettivamente difficile.
      La mia nota di speranza è che alla fine ha 70 anni e passa e prima o poi, magari durante l’amplesso, morirà. (anche se, sempre per quel “Berlusconi in me”, non finirà così facilmente questo modo di essere).
      Allora cambiamo, la mia speranza o se così si può chiamare, è che questo paese ha partorito anche Pasolini. (Vanzina, Pecoraro Scanio, Boldi, Bondi.. si ride..)

  2. E cosa cambia se muore o scompare dalla vita politica? Quando gli “oppositori” (Travaglio in primis) non fanno che proporre come pietra di paragone gli Stati Uniti d’America. E cioè il paese più “avanzato” nella mercificazione dei corpi e nello svuotamento di senso della politica. Ieri Zucconi della Repubblica ha detto che si presentasse un Lele Mora alla Casa Bianca sarebbe stato spedito a Guantanamo… già Guantanamo, mai chiuso da Obama, che ha quasi decuplicato l’uso dei droni da bombardamento rispetto a Bush. No no no… aveva ragione l'”antico” Monicelli, ci vuole una “botta rivoluzionaria”, ed è una cosa che comprorta sacrifici, tragedie… è una cosa difficile… e molto probabilmente potrà sbocciare negli Usa, che per primi hanno intrapreso la strada del neo capitalismo, ma esaltarli così come sono è da inutili idioti.

    • A parte che credo fosse chiaro che quella di Zucconi era una provocazione..
      Poi, Monicelli c’aveva ragione, sappiamo di Guantanamo, sappiamo che gli Stati Uniti non sono perfetti, forse lo era solo Atlantide che però è scomparsa sott’acqua molto prima di Venezia, resta il fatto che scene così disgustose (e non parlo soltanto della 18enne ben pagata che balla la lap dance in un salotto del presidente) sono fuori dalla decenza minima che una classe politica dovrebbe avere.

  3. Gli Stati Uniti ,secondo me, non sono semplicementi “imperfetti”, rappresentano la forma di imeprialismo più stupida, feroce, ipocrita e soprattutto imprevidente della storia. Guantanamo, le torture dei prigionieri irakeni. le guerre “preventive o umanitarie” non sono imperfezioni, ma sono aspetti strutturali della pax americana. Gli Usa al di là di chi sia alla presidenza, non possono concepire di negoziare il loro “tenore di vita”. Poichè la loro fondazione ideologica non si basa su un pensiero laico e razionale, ma religioso, dal puritanesimo protestante del seicento. Essi si autopercepiscono come la rappresentazione terrena dell’infinitezza di Dio. Ecco perchè non sono riusciti a fare un imperialismo che abbia una sua finitezza, che abbia le sue porte d’Ercole, e non per motivi geografici., ma teorici. Essi possono uccidere, massacrare, torturare e bombardare per assicurare “ogni ben di Dio” al consumatore americano e profitti ad infinitum alle grandi corporazioni. Sono l’impero mondiale a partire da Hiroshima e Nagasaki, e perciò da allora sono auto-legittimati a bombardare popolazioni civili, dalla guerra di Corea in poi. Ma il punto è che il loro imperialismo senza finitezza non può continuare in un mondo finito, devono continuare a fare la guerra… scusa questo excursus, ma se no, non potevo spiegare il mio punto di vista, che non è semplicemente che gli Usa sono “imperfetti”, ma comunque beati loro che non hanno un presidente che va a prostitute e si rifiuta di farsi processare, e poi ha le televisioni e i giornali di sua proprietà, ma negli Usa ci sono giganteschi conflitti d’interesse irrisolti, al contrario di quello che propaganda Travaglio. Vogliamo stare ai fatti per quanto riguarda Obama, ad esempio, ecco: Obama ha garantito con almeno 5 mila miliardi di dollari rubati ai contribuenti, e anche ai 50 milioni di americani che oggi soffrono la fame (dato Dipartimento dell’Agricoltura USA 2009), gli interessi della sua premiata azienda finanziaria, la Rubin-Summers-Paulson-Geithner e Associati, che lo aveva premiato con oltre 38 milioni di dollari pochi mesi prima…e più in generale Obama ha sostenuto, proseguito e intensificato i criminali salvataggi di Wall Street, da parte del duo Bush-Paulsen, per la bellezza di 24 mila miliardi di dollari… La legge di Obama sull’assistenza sanitaria è stata fatta allo scopo di salvare le compagnie di assicurazione insolventi che si erano rovinate nella speculazione sui derivati.

  4. 40 milioni di cittadini saranno costretti ad acquistare un’assicurazione scadente, astronomicamente ipercostosa, da un’industria assicurativa privata priva di regole… Ha estorto miliardi di dollari dai fondi pensione del [sindacato metalmeccanico] United Auto Workers [UAV], che sono stati dati a Wall Street in cambio di dubbi certificati azionari della Chrysler e della General Motors. L’UAV ha dovuto accettare salari e sussidi dello stesso livello, come gli open shop nei cosiddetti stati del “diritto al lavoro” del Sud degli Stati Uniti, dove non ci sono sindacati. Il programma di Obama “Race to the Top”[ mira a distruggere i sindacati più importanti del settore pubblico, l’American Federation of Teachers [Federazione Americana degli Insegnanti] e la National Education Association [Associazione per l’Istruzione Nazionale]. Come al solito, tutto ciò viene fatto con un’apparenza di “sinistra”, in questo caso con lo slogan della “riforma”. Gli insegnanti vengono diffamati, licenziati, non ammessi al ruolo, e sottoposti ad uno stipendio in base al “merito”, proprio mentre centinaia di scuole pubbliche vengono chiuse… Obama ha iniziato una nuova guerra, non dichiarata, contro il Pakistan, principale alleato della Cina in quell’area, con l’uso massiccio e sistematico di droni… e qui mi fermo e ti chiedo, ma qual’è la decenza minima che una classe politica dovrebbe avere?

    • Marco, (ti rispondo solo ora perché sono stata un po’ incasinata)
      la tua analisi è dettagliata e molto profonda. Condivido assolutamente il fatto che l’America sia una nazione estremamente puritana proprio nel senso al quale alludi tu. Era un puritanesimo dal quale fuggivano ed è un puritanesimo che hanno ricreato, col mito dell’uomo nuovo che rinasce a vita nuova creata in tutto e per tutto a proprio piacimento. Fuggivano dalla genuflessione del vecchio continente per diventare padroni nel nuovo, per depredare, ammazzare, sottomettere gli indigeni prima, gli schiavi deportati dopo. Il tutto confidando nel fatto di essere migliori, di essere liberi. Ma la libertà è un concetto che va strettamente di pari passo con quello di schiavitù, se non c’è qualcuno da schiavizzare, da sottomettere non esiste un concetto di libertà universalmente riconosciuto. (Bhabha, Morrison).
      Detto questo il “diavolo” non è soltanto l’America che ha molto sbagliato e lo sappiamo tutti, (Corea, Vietnam, Guantanamo, Iraq, Afghanistan, segregazione razziale..) e sinceramente a lungo andare così come trovo sterili certe accuse alla Travaglio e alla Di Pietro, trovo sterile anche dover sempre stigmatizzare qualcuno, qualcosa in, questo caso l’America, per dimostrare una tesi sulla quale credo in una qualche maniera siamo entrambi d’accordo.
      L’America resta imperfetta per me, così come lo sono altre nazioni che da sole detengono la ricchezza dell’intero pianeta. (e anche su questo non ci dovrebbe essere problema) Ma l’America non è nemmeno chiaramente il faro guida dei miei pensieri e Vittorio Zucconi, che stimo enormemente e che mi diverte leggere (opinione personale, sei libero di pensarla diversamente) ha sicuramente, come già ho detto, fatto una provocazione. Che dovrebbe rimanere tale per chi come te è così informato e che invece a mio parere, potrebbe smuovere qualche pensiero in chi non ha accesso, per distrazione o semplicemente per minore interesse, a tali informazioni.
      Per quanto riguarda la decenza minima che una classe politica dovrebbe avere sono dell’idea che il principio basilare sia quello di non mischiare pubblico e privato laddove ciò rappresenti un’ingiustizia o un diverso trattamento per il cittadino. E sia chiaro, sebbene provi pena per determinati comportamenti ma semplicemente perché è una cosa che io non farei mai, ognuno è libero di fare ciò che vuole. Senza però, ripeto, confondere pubblico e privato.

  5. Sono certo che gli Usa non sono il “diavolo”, per me memmeno Hitler era il diavolo, perchè trovo concettualmete irricevibile parlare di bene assoluto o male assoluto, se si discute di qualsivoglia vicenda politica, e quindi umana. Perchè bisognerebbe analizzare la storia della prima guerra mondiale, della “pace” imposta alla Germania, di chi finanziò Hitler, (capitalisti tedeschi e servizi segreti), mentre all’opposto, i media mainstream preferiscono esaltare l’aspetto esoterico del nazismo, proprio per presentarlo come “male assoluto”, Auschwitz è “male assoluto”, Hiroshima e Nagasaki no, ed è per questo ripetibile, il nocciolo del mio discorso è teorico e non moralistico. Non mi interessa fare la classifica tra classi dirigenti, gli Stati Uniti sono il pericolo più grande, perchè possono replicare all’infinito i loro crimini, e devono farlo per mantenere il loro ruolo a livello mondiale, non perchè siano malvagi in sè. E poi anche lì pubblico e privato, è mischiato. è una società fondata sul lobbismo, su grandi corporazioni economiche private, ma che derivano il loro potere dall’influenza e il diretto dominio sul potere pubblico. Mi sembra qualcosa di quantomeno più importante del puttanaio berlusconiano. Non ci sarà mai una “tangentopoli” come in Italia, perchè la bustarella è legalizzata, e perciò che io prendo i resoconti di Zucconi con le pinze, perchè non esiste un’America politica buona ed una cattiva, ma un sistema che è fatto in una determinata maniera, e per cambiarlo, perchè negli Usa ci sono forze positive ovviamente, ci vorranno eventi che cambino la storia, come una rivoluzione o una guerra civile, non un’altra elezione farsa, certo se uno la pensa così non farà il corrispondente per La Repubblica o il Corriere della sera, ma credo che persone come Zucconi, Riotta, Severgnini ecc. ecc. prima o poi faranno i conti con la realtà. Io la penso così, in base ai fatti che conosco e alla mia capacità di analisi.

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