Se non ora, quando?

Sperando che non si crei quell’atmosfera da gineceo per sostenere tesi come “Io sono brutta (ma anche normalmente carina) ma ho studiato, fatto sacrifici e vaffunculo tu sei una troia e sei e sarai sempre la concubina del re”, domenica parteciperò alla manifestazione a Napoli. (dalle 10.30 tra piazza Matteotti e piazza Dante).
Se non ora quando, non rappresenta per me solo lo slogan di donne indignate ma è la mia ferma volontà e voglia di fare qualcosa, di contare quanti siamo, di vedere dove stiamo andando o se mai andremo da qualche parte. Perché più giù, nella tanto millantata “altra parte del Mediterraneo”, sono scesi in piazza lasciando anche i morti a terra e col sacrificio stanno muovendo qualcosa e smuovendo le coscienze del Nord Africa (o quanto meno stanno facendo pensare a quelli che si trovano dall’altra parte del Mediterraneo rispetto a loro, cioè alcuni di noi, “Sono così disperati da scendere veramente in piazza”). Qui questa disperazione è più che altro un fantasma perché il pane ad un euro e cinquanta lo compriamo ancora e a dicembre, anche se in cassa integrazione, c’è comunque la tredicesima e quindi possiamo permetterci di indignarci, per ora, anche solo come genere.
Che B. debba andare a casa spero sia un assunto chiaro anche alle pietre, che debba andar via non solo perché va con le prostitute ma perché è indecoroso come uomo e come capo di governo, laddove indecoroso significa che è un corruttore, che ha intrattenuto e intrattiene rapporti con la malavita, che detiene quasi il potere totale sull’informazione, che né lui né la sua maggioranza hanno fatto niente di buono per questo paese, forse è un po’ meno chiaro come concetto. Ed è su questo, al di là della sacrosanta e giustificata indignazione di genere, che si dovrebbe battere.
Se non ora quando, prenderemo al volo, come nazione, l’occasione di fare molto più rumore e paura?

Annunci

4 pensieri su “Se non ora, quando?

  1. Noi italiani non siamo un popolo da scendere in piazza, siamo troppo pigri… ci piace lamentarci davanti alla TV, ci idignamo, scuotiamo la testa, ma tutto sommato non ce ne frega niente (anzi certi gossip morbosi ci danno pure soddisfazione!) e continuiamo a tirare a campare.
    E’ la triste verità.
    Ci sarebbero un sacco di buoni motivi per protestare a parte i festini di quell’ometto là. Tipo il prezzo della benzina su cui gravano ancora le tasse della guerra in Abissinia (tanto per dirne una a caso… poi per carità c’è pure di peggio!)
    Un bacione.

  2. Mah… adesso c’è una campagna per le dimissioni di Berlusconi, ma in realtà per la legge italiana sarebbe ineleggibile, questo D’Alema, Veltroni, La Repubblica, Vendola, Concita De Grergorio a altra accozzaglia, non lo dicono mai, vi siete chieste il perchè? Secondo l’articolo 10 della legge n. 361 del 1957, «non sono eleggibili […] coloro che […] risultino vincolati con lo Stato […] per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica». E cosa c’è di più notevole entità economica e “politica” di concessione per delle TV nazionali? La tv esiste solo dal 1954, non viene citata direttamente nel testo, ma Berlusconi non avrebbe diritto all’elettorato passivo, se non rinuncia alle sue concessioni, altro che Premier!!!!! Secondo me ci troviamo in un momento storico, in cui un modello culturale, politico ed economico, è giunto allo sfascio, di cui il berlusconismo è soltanto l’epifenomeno. Le risorse che hanno sostenuto la nostra civiltà dei consumi non bastano più, per la volontà di altri popoli di partecioare a questo modello, e per la finitezza in sè delle risorse. Berlusconi rappresenta la voglia di una nazione, in declino e ormai trascurabile nel contesto mondiale, di non voler guardare in faccia alla realtà, di non voler capire che la “festa” è finita, anche la sua ostinazione da vecchio che si vuole fottere ancora le ragazzine, rappresenta simbolicamente la stoltaggine di un popolo che invecchia e che aspetta la nuova impennata di produzione e di consumo di merci, e il resto del ceto politico “alternativo” a Berlusconi rappresenta la faccia di una stessa medaglia. Non illudetevi, la disoccupazione, la precarietà e il declino continueranno Belusconi o non Berlusconi, vincerà il nemico… perchè il nemico eravamo noi.

    • Dato per assunto che quello che dici all’inizio è sacrosanto (e non credo sia vero che la De Gregorio o Repubblica o Vendola e Veltroni – su D’Alema ho in effetti qualche dubbio – non l’abbiano mai detto) dimmi Marco, cosa possiamo fare?

  3. Non so se l’abbiano mai detto in pubblico, ma non mi risulta abbiano fatto una campagna politica per ricordare che una legge sul conflitto degli interessi c’è già, ed anche piuttosto chiara. Berlusconi e i suoi dipendenti ripetono sempre le stesse puttanate ossessivamente, bastava che gli altri dicessero una sola cosa sacrosanta sin dal 1994, ma non vogliono, perchè sono complici della criminale politica economica, dagli anni 90 in poi. Se scompare Berlusconi si dovranno accollare tutto l’odio popolare degli italiani. Per quanto concerne il che fare, io non lo so, ma Tolstoj diceva:”Tutti pensano a cambiare il mondo, nessuno a cambiare se stesso” Per quanto mi riguarda ho capito una cosa semplice semplice “Colui che non sa fare niente è il perfetto consumatore” Perciò ho deciso di diventare orticolture, di imparare un pò alla volta a distinguere le piante selvatiche commestibili ed officinali, e in genere di praticare una agricoltua dove non c’è l’impiego di idrocarburi come in quella intensiva. Non mangio nemmeno carne prodotta industrialmente, e non solo perchè mi stanno simpatici gli animalucci, ma è una scelta politica ben precisa. Prendiamo l’Egitto, il crimine più grande di Mubarak è stato quello di “affittare” per periodi dai 40 ai 90 anni immense distese di terre coltivabili a corporazioni capitalistiche sia egiziane che straniere, che le coltiveranno per le esportazioni e non per il consumo interno degli egiziani. Le esportazioni sono destinate soprattutto per il cibo degli animali negli allevamenti industriali, e cioè per mantenere il consumo abnorme di carne di europei e soprattutto statunitensi; quindi capisci che cerco di fare delle scelte di opposizione politica nella mia vita quotidiana, non mi interessa scendere in piazza per la “dignità” della donna, perchè il capo del governo va a puttane. Io non voglio un ritorno al passato, al mondo contadino e bigotto, ma voglio cercare una via per il progresso e non per lo sviluppo, questo è uno sviluppo che sta portando alla malnutrizione e alla denutrizione e all’esaurimento delle risorse, di fronte a questo non mi interessa cercare un altro rappresentante di questo sistema che sia meno cafone di Berlsconi, chiaro? Ciao cara, ti mando un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...