Prossimi futuri vissuti dall’interno

Spesso penso ai miei libri di storia, quelli delle medie, che annoveravano tra gli ultimi eventi degli anni ’90 la rivoluzione tecnologica, con internet – oscuro e grande concetto – frettolosamente accennato come la possibilità di mettere in collegamento le persone nel mondo in tempo reale.
In terza liceo il libro – edizione aggiornata – terminava invece con un piccolo paragrafo dedicato all’11 settembre 2001, al numero di morti e niente più.
Che cosa ci sarà scritto invece su quello dei miei nipoti, la prima fra due anni sarà alle medie, in che termini verranno descritti gli anni zero?
Nel capitolo “Intanto in Italia” si nomineranno il Rubygate e gli altri sei processi del premier, il referendum farsa di Marchionne?
“Resto del mondo” sarà dedicato agli sviluppi in Medio Oriente e alle vicende del nord Africa? Ci sarà anche questa volta uno specchietto laterale con la spiegazione dei termini nuovi e delle parole chiave? “Fosse comuni”, per esempio, in riferimento alla Libia sarà ancora scritto in grassetto a fondo pagina e sul finale verrà fatto un collegamento con quelle che ci furono anni prima in Kosovo?
Da piccola due cose mi spaventarono a morte: l’espressione “fosse comuni”, appunto, sentita e risentita in televisione e l’idea, forse ascoltata, forse immaginata ma che per qualche motivo sentivo così reale, che i miei due fratelli e mio padre potessero ripartire per “fare la guerra” in Kosovo.
Le percezioni e le paure di un evento storico possono accompagnare una bambina per anni e vengono poi contestualizzate nel momento in cui si ha la possibilità di analizzarle più approfonditamente. Avrà qualche paura, silenziosa ma ben più grande di lei, mia nipote?

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12 pensieri su “Prossimi futuri vissuti dall’interno

  1. Elettra !!!! Sono allibito!!! Anche tu credi alle fandonie usate per giustificare la guerra alla Serbia (allora unita al Montenegro), la repressione c’era per tentare di eliminare l’Uck, il che causò anche uccisioni di innocenti, anche per la struttra sociale clanica degli albanesi Kosovari, ma non ci fu un tentativo di uccisione sistematica di tutti gli albanesi, e soprattutto fu proposto alla Serbia a Rambouillet qualcosa di inaccettabile, si sarebbe potuta ottenere la pace con una forma di autogoverno per gli albensi all’interno della federazione. Gli americani volevano la guerra e così fecero, per 78 giorni la Nato mise a ferro e fuoco il Kosovo. Il presunto genocidio dei serbi faceva apparire l’intervento Nato come provvidenziale per fermare i crimini dei serbi, e permetteva che si commettessero impunemente una serie di crimini contro i civili kosovari e serbi.
    I serbi subirono almeno 600 raid aerei al giorno. Il numero delle vittime civili fu enorme. Morirono almeno 250.000 serbi e albanesi. Si prometteva di colpire “esclusivamente obiettivi militari”, Ma la realtà fu assai diversa. Furono bombardate le emittenti Tv e le centrali elettriche, oltre a numerosi agglomerati civili. Risultato finale: pulizia etnica in Kosovo, ma di serbi e rom, “normalizzazione” della Serbia, ora aperta agli investimenti di tipo “schiavistico” e a tutto svantaggio dello stato serbo, a cominciare dalla Fiat di Marchionne. Se non credi a me ti passo questo articolo del giornalista australiano John Pilger, http://www.resistenze.org/sito/te/po/se/pose4n17.htm cerca pure altre fonti di informazioni, per me è una cosa importante, conoscere la storia per capire ed opporsi ai veri crimini del potere adesso. Ti voglio bene e ti stimo, non credere alle puttanate propagandistiche… ti prego!!!

    • Marco, perché buttare sempre tutto in caciara?
      Le mie erano solo un paio di parole su qualche ricordo personale legato alla percezione, distorta o meno, di un evento storico e su quello che eventualmente i miei nipoti ricorderanno di altri eventi storici. Tutto qui.

  2. E che c’entra la caciara? si tratta di questioni dirimenti, se non si sa la verità(o le verità) su una questione così fondamentale come la guerra, come si fa ad essere liberi? Hai dei ricordi su questo e non ti poni il problema se siano distorti o meno? Vuoi che la memoria sia scritta solo da chi detiene il potere? Non ti capisco.

  3. E va bene dai… mi sono stufato di questo ruolo da “grillo parlante”, ognuno ha i suoi ricordi, però tu hai citato un importante evento storico, non un ricordo esclusiovamente “privato”, ma tant’è, ognuno è libero di ricercarsi le sue verità.

    • E’ proprio perché non ho parlato e scritto di verità (non era questa la sede o il momento) che mi sembra un po’ assurdo, da parte tua, questo voler farmi passare automaticamente dalla parte di chi si beve le verità imposte.

  4. Si ma, hai esposto questi tuoi ricordi (ti ricordo sempre riguardanti fatti storici importantissimi) in pubblico, e quindi passibili di critica o di pareri opposti, che io cerco sempre di basare su fatti documentati e su fonti il più possibili indipendenti. Certo ho esagerato nell’usare certe espressioni come “sono allibito!!!”, non penso che tu sia stupida, anzi e te l’ho anche detto, però credo che affidarsi a fonti come La Repubblica, difficilmente porti a scoprire qualche verità. perchè sono solo una fazione del potere, quella antiberlusconiana, non è vera opposizione secondo me. Comunque Elè se c’hai un blog devi accettare che ti arrivino dissensi anche radicali, o se no che lo tieni a fare, o no ? Ciao

    • E infatti non mi pare di aver risposto in malo modo.
      Per il resto, non mi affido solo a Repubblica, che sì, apprezzo molto (come ho già detto) ma so perfettamente quanto l’informazione completa arrivi da più parti e non solo da questa.
      Mi dispiace ma in questa storia hai dato per scontate cose che non ho mai detto.

  5. No, non hai risposto in malo modo, però hai detto di non buttarla in caciara, che non è mai mia intenzione… solo che a volte mi faccio prendere da queste tematiche, lo sai, perchè sulla guerra, sulle dinamiche geopolitiche si gioca la pelle di miloni di persone, e a volte le vittime, gli invasi, gli oppressi vengono fatti passare come “terroristi” o i maggiori “carnefici”. Si, cerco di approfondire nella maniera più fredda e razionale gli argomenti, ma essendo questioni così importanti a volte non riesco a nascondere il mio sdegno morale, che è sempre verso il potere, il “palazzo” di pasoliniana memoria, ma non contro chi non è d’accordo con me o non conosce dei fatti che io so o penso di sapere, però a volte esagero, e per questo ti chiedo scusa. Su Repubblica, e anche su tutto ciò che ruota attorno a PD e De Benedetti, il dissenso rimane, non li stimo proprio. Però spero solo sia fonte di ulteriore confronto ; spero tu abbia capito il mio punto di vista, ti saluto con affetto

    • Certo che ho capito.
      E “non buttiamola in caciara”, caro Marco, era un modo scemo per dire ciò che sto dicendo dall’inizio cioè “ho scritto solo un paio di ricordi di bambina, non voglio nascondere verità o dare per buone quelle del potere”.

  6. Cara Elettra, ma ho capito che parlava di ricordi, e per questo ti ho chiesto scusa per aver esagerato. Però non hai parlato di ricordi riguardanti quanto ti piaceva la nutella o le estati passate al lido Savoia, ma di un argomento che più pubblico e più politico non si può, la guerra, e lo hai fatto su un blog, che non è il diario privato, uno che legge dà per buona la versione che diedero allora i media mainstream, cosa che allora non potevi mettere in dubbio essendo ancora piccola. Ti chiedo solo di riflettere su questo mio punto di vista: non serve più prudenza e avere maggiore spirito critico nel citare tali argomenti, piuttosto che affidarsi ai ricordi di una bambina, almeno in un blog pubblico, dove si ha il peso comunque di esporre informazioni ad un pubblico, per quanto piccolo, non è una un problema da porsi per chi si occupa di comunicazione? Prendile solo come domande e niente altro, penso che ci siamo chiariti, e ti prometto di non esagerare più. Ciao

  7. Ecco, tanto per cambiare arogomento, anche sul caso della Libia ci vorrebbe maggiore prudenza, la storia delle fosse comuni puzza di bufala propagandistica lontana un miglio, e ti cito giornalisti certamente non “rivoluzionari” : “… il sito Onedayonearth, diffonde un video che mostra decine di uomini al lavoro a Tripoli per scavare quelle che sembrerebbero delle fosse comuni. La notizia fa subito il giro del mondo, ma su quelle riprese si apre un altro dibattito: sicuri che quelle mostrate siano realmente delle fosse comuni?
    Luca Sofri, sul Post, non ha nascosto i suoi dubbi: “Quelle che si vedono nelle foto e nel video non sembrano fosse comuni: sembrano un cimitero, e qualcuno lo ha anche identificato su Google Maps: è il cimitero di Ashaat”. L’inviato di Repubblica Vincenzo Nigro, nel suo resoconto da Tripoli, riporta il parere di un libico: “Quella non è una fossa comune”. E sul Giornale anche Marcello Foa mette in guardia dal “rischio propaganda sulla verità”. Il dibattito si è infiammato anche su alcuni blog italiani, dove c’è chi parla di “puzza di Kosovo”, riferendosi alle notizie che avevano innescato nel 1999 l’intervento della Nato nella ex-Jugoslavia. “La sensazione è che anche questa volta ci vorrà del tempo per separare il vero dal falso”, hanno scritto alcuni su internet.
    Anche all’estero i quotidiani che hanno rilanciato il video hanno messo le mani avanti. Il Daily Telegraph, nel pubblicare le immagini (“che pretendono di mostrare delle fosse…”) e dopo aver dato alcuni numeri sulle persone uccise, avverte: “Non è stato possibile verificare indipendentemente queste cifre”. Se vai a questo link puoi constatare tu stessa che c’è un cimitero in riva al mare a Tripoli http://maps.google.fr/maps?f=q&source=s_q&hl=fr&geocode=&q=cemetery&aq=&sll=32.86863,13.111496&sspn=0.160906,0.308647&ie=UTF8&hq=cemetery&hnear=&ll=32.871982,13.114328&spn=0.020113,0.038581&t=h&z=15&iwloc=A Con questo non voglio stare dalla parte di Gheddafi, ma qui c’è già chi parla di no fly-zone, che per essere attuata comporta dei bombardamenti, o di invadere, a cominciare dalla ignobile e ripugnante Emma Bonino, che si scorda dei diritti umani quando i suoi amici anglosassoni e israeliani fanno montagne di morti. Gheddafi è quello che è, ma qui non c’è la lotta tra buoni e cattivi, è una lotta per interessi ben concreti, i “ribelli” sventolano le bandiere di re Idris, che svendeva le risorse petrolifere agli stranieri, soprattutto inglesi, altro che rivolta per la democrazia. Dobbiamo stare attenti, la storia è più complessa di un film hollywoodiano dove arrivano i nostri a portare la libertà. Lo dico per primo a me, perchè anche io mi sono ingannato tante volte in passato. Stammi bene cara.

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