Barbie Transformers (marcho registrato): istruzioni per l’uso

Le barbie transformers sono quelle bambole che cambiano repentinamente modo di pensare e stile di vita anche nel giro di un paio d’ore, figuriamoci in una settimana intera.
Le barbie transformers sono lì che ridono forte, con un tono altissimo, ma in realtà stanno guardando un’altra donna e la stanno odiando perché – come fa la maledetta? – non ha bisogno di sbattersi tanto per fare due chiacchiere con qualcuno.
Le barbie transformers imparano le poesie a memoria, in realtà davvero poche e con tante difficoltà ma quando le hanno imparate non smetteranno mai di declamarle. In qualsiasi occasione. Sì, anche quando non occorreva tutta questa fatica. Si parlava per il gusto di parlare, baby.
Le barbie transformers non hanno un gusto estetico molto sviluppato, ma poverine, ogni tanto ci provano. Con risultati pessimi. Perle ai porci, diceva il vecchio adagio.
Le barbie transformers sono un po’ come Tanya in quell’eterna lotta che da bambina inscenavamo con Barbie – non giocavate con le Barbie? Troppo giuste già a cinque anni per giocare con delle stupide bambole? Ma dai, chi l’avrebbe mai detto! – dove la brunetta tentava sempre di soffiare lavoro, amore, casa, vestiti e presenza scenica alla bionda dalle misure improbabili: alla fine per quanti sforzi facesse, Ken l’amante, Ken il datore di lavoro, Ken il principe, Ken il venditore, sceglieva sempre quella meglio vestita. E non era mai Tanya.

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5 pensieri su “Barbie Transformers (marcho registrato): istruzioni per l’uso

  1. (, Ken il pappone)
    adesso, grazie a te, anche per me le barbie transformers adesso si chiamano… barbie transformers; l’unico nome che mi veniva per definirle era ‘papere’.
    *

  2. Io giocavo tantissimo con le Barbie da bambina… e naturalmente schifavo la povera Tania!
    Non degnavo di un’occhiata le scatole della Tania nei negozi dei giocattoli e naturalmente non ne possedevo neppure una perché era disdicevole anche il pensiero di costringere le mie amate Barbie alla convivenza con la parente povera!
    Vabbé ti dico solo il nome della mia Barbie preferita (ovviamente bionda): l’avevo battezzata Elanor Edna Ludmilla Verena Wellington!
    Non credo serva aggiungere altro 😀

    • Un nome modesto insomma 😀
      Le mie avevano nomi ben più pop ma Tania – ne avevo una sola regalo non so di chi – era sempre la cattiva, la ricca viziata che voleva distruggere il vero amore tra Ken e Barbie, la cameriera che godeva dell’enorme magnanimità della padrona di casa bionda e delle sue sorelle..

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