Delle aspettative e del sentirsi in mezzo alle cose

Che poi ho 24 anni, sì vabbè quasi 25, ma sono comunque ancora 24. Che fa ridere se ci pensi o se ci penso io più che altro perché quasi 25 è un numero talmente piccolo da non far rumore eppure io mi sento in mezzo alle cose da molti più anni di questi quasi 25. Sarà che sono stata in mezzo ai grandi fin da piccola e che per quanto fosse importante preservarmi da certi discorsi, lamentele, accuse, visioni, gesti, io c’ero sempre a sentire, vedere tutto perché le case posso essere grandi ma una bambina/ragazzina sola troverà sempre il modo di ascoltare e vedere. E poi crescendo i drammi mi piaceva viverli come se fossero già quelli da grande. E poi diventata grande (ma lo sono? se in giro sento dire “un giovane 40enne”, a quasi 25 anni, che pure come mi ricorda mia madre è un quarto di secolo, sono ancora poco meno di un’adolescente?) le cose semplici e banali della vita sono diventate quelle che immaginavo si potessero vivere a 30 anni.
E allora questa sensazione di sentirsi in mezzo alle cose, dell’ansia che ne viene dal non sapere per filo e per segno cosa sarà poi, senza neanche dover più pensare – come porto sicuro – “domani mi sveglio presto e studio” conscia del fatto che verrò distratta da altro per poi pentirmene il giorno dell’esame (cosa che tra l’altro mi è capitata solo i primi tempi dell’università, poi ho capito che a me studiare piaceva proprio, pure quando mi lamentavo) sentirsi in mezzo alle cose, dicevo, è una sensazione che provo da parecchio ed è un po’ come se mi fossi persa qualcosa della vita senza ansie e contemporaneamente ne avessi guadagnato in corazza e facile senso di distaccamento. Quasi cinismo ma non proprio. Un eterno limbo di oddio come sarà, cosa farò e me ne fotto il tutto condito da un sacco di aspettative, più o meno frivole più o meno cupe.
Poi tutti questi discorsi mettono sete e per arrivare a cena mi bevo un martini, fatto in casa nel bicchiere giusto, col gin buono e tutto il resto mentre penso a cosa mettere in valigia che se pure per pochi giorni è sempre importante essere una luminosa quasi 25enne in giro per Parigi.

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8 pensieri su “Delle aspettative e del sentirsi in mezzo alle cose

  1. Quant’è bella giovinezza,
    che si fugge tuttavia!
    Chi vuol esser lieto, sia:
    di doman non c’è certezza.
    Quest’è Bacco e Arianna,
    belli, e l’un dell’altro ardenti:
    perché ‘l tempo fugge e inganna,
    sempre insieme stan contenti…
    Chi vuol esser lieto, sia:
    di doman non c’è certezza.
    Donne e giovìnetti amanti,
    viva Bacco e viva Amore!
    Ciascun suoni, balli e canti!
    Arda di dolcezza il core!
    Non fatica, non dolore!
    Ciò c’ha a esser, convien sia.
    Chi vuol esser lieto, sia:
    di doman non c’è certezza.

    aaah anche poeta, e il significato sput sput

    Signorina Silvani a Fantozzi

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