Sapessi com’è strano sentirsi in quella stanza in Porta Ticinese

(Megamix di canzoni a tema)
In questi giorni ho capito delle cose di quelle che da sola puoi capire solo in teoria, nella pratica devi per forza avere delle conferme. Bam.
Ho capito il senso della parola svolta e quello della parola ora. Adesso so che esistono, adesso serve solo imparare ad utilizzarle insieme. Mi serviva un segno, un salto e una musica. Qualcosa di scemo ed evocativo tipo Inception, un sogno in un sogno in un sogno e bla bla bla. E passeggiare da sola, un giorno intero senza fermarmi mai. Con le foglie che sanno davvero essere arancioni. Maledire la pioggia e mischiarmi alla gente. Osservare le signore anziane nel tram fino a quando non se ne accorgono.
E poi il treno che entra piano a Napoli mentre sai che a casa c’è qualcuno che cucina per te.

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3 pensieri su “Sapessi com’è strano sentirsi in quella stanza in Porta Ticinese

  1. “E poi il treno che entra piano a Napoli mentre sai che a casa c’è qualcuno che cucina per te.” e le foglie arancioni …e guardare le signore anziane. Eccole e femmen d’oggi, nun vulit fa na mazza.Ecco la svolta, prendete esempio dalle signore anziane, invece di guardarle.:-)))

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