Alle 8.13 ma pure più tardi. Alle 18 ma sempre puntuale

Certe volte alzo gli occhi dal libro proprio nell’istante in cui verso le sei e mezza il cielo, ma solo in alcuni giorni, diventa rosa. Un rosa non lezioso, intenso e penetrante. Sono al centro del golfo e di fonte c’è Capri ma si vede anche Ischia e il cielo è rosa forte e il sole esce un po’ tra le nuvole indaco ma penso solo per un minuto quanto sia bello questo scoppio di colori visto attraverso il finestrino del treno. Per il tempo restate penso solo a quando la luce diminuirà giorno dopo giorno e a quest’ora sarà giù buio. E mi velo di tristezza, mi vedo da fuori e sono triste. E vorrei non dover provare l’imbarazzo di scattare una foto in quel momento ma poi penso che comunque il rosa, anche a 8 megapixel, non sarebbe così rosa.
Guardo di nuovo tanto le persone, non riesco a chiudere gli occhi e le guardo in faccia fino all’attimo prima del che cazzo mi guardi. Metto le cuffie solo quando ho mal di stomaco e ho bisogno di distrarmi, per il resto del tempo voglio entrare nelle vite di quante più persone possibile. Vorrei sentire le storie di tutte le persone che mi circondano e poi raccontarle la sera a casa. Vorrei sapere com’è andata la festa sabato sera, a cui non vedevano l’ora di partecipare le due ragazze davanti a me. Vorrei sapere se la bruna ha prestato alla bionda il top che le chiedeva, e com’era, se la bionda ha trovato le scarpe che cercava.
In altri momenti leggo fino a sentire gli occhi secchi e velati, mi accorgo che siamo arrivati solo all’ultimo secondo e quando alzo lo sguardo dal libro ci metto un po’ per rimettere a fuoco e sento come se le pupille mi si incrociassero. Ma so sempre quando ci sono i cantieri navali da guardare e resto, per tutto il tempo che ci vuole a superarli, a guardare le gru ferme sugli scafi in costruzione e il Vesuvio di fronte che fa ombra sulle case che sembrano puntini.
Mi piace guardare i volti dei turisti e scostare lo sguardo da loro al finestrino quell’attimo prima in cui ci dovremmo sorridere e forse fare conversazione. E mi chiedo perché incontro solo turisti che tra di loro non parlano molto. Soprattutto le coppie. Le ragazze in coppia, invece, parlano un po’ di più. Guardo se hanno i talloni anneriti dalle scarpe aperte troppo basse, se hanno i segni del sole sulla pelle troppo chiara.

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